4 min letti

Pensiamo l’incontro terapeutico con i giovani e gli adulti come l'apertura di uno spazio di sosta e di ascolto, dove la persona può deporre le maschere dell’urgenza e del dovere per ritrovare il contatto con la propria autenticità.

Spesso si arriva in terapia portando un sintomo, ansia o un senso di vuoto che appaiono come ostacoli da abbattere. Nel nostro approccio, non consideriamo queste sofferenze come guasti da riparare, ma messaggi in attesa di essere decifrati.

Il nostro obiettivo non è "correggere" la persona, ma riattivare quel processo di crescita teso ad essere pienamente sé stessi, che si è momentaneamente interrotto o cristallizzato.

Immaginiamo la stanza di terapia come un luogo di risonanza. Qui, il lavoro non è un’indagine solitaria, ma una costruzione a due: attraverso la relazione, cerchiamo di dare cittadinanza a quelle parti di sé che sono rimaste "senza voce" o che non hanno mai trovato un ambiente sufficientemente sicuro per manifestarsi.

Insieme al paziente, lavoriamo per:

  • "Prendere vita": trasformare una vita vissuta per inerzia in un'esistenza sentita come propria.
  • Sognare l'esperienza: recuperare la capacità di dare un senso narrativo anche a quegli eventi che sembrano incomprensibili o frammentati.
  • Riparare il legame: vivere nella relazione terapeutica un’esperienza di riconoscimento e accoglienza che permetta di integrare anche le zone d'ombra della propria storia.

Proprio come accade nel lavoro con i più piccoli, anche nell'adulto la trasformazione reale richiede un tempo di sedimentazione. Per questo, la regolarità degli incontri settimanali non è una semplice prassi organizzativa, ma la cornice essenziale della cura. È la costanza di questo spazio e di questo tempo "dedicato" a garantire la tenuta necessaria affinché le parti più fragili della personalità possano emergere, essere accolte e, infine, trasformarsi.

Lo sguardo è aperto anche sulla trama dei legami familiari e generazionali. Spesso portiamo dentro di noi pesi, silenzi o mandati che appartengono a chi è venuto prima di noi. Insieme, cercheremo di distinguere ciò che è nostro da ciò che abbiamo ereditato, per permettere a ognuno di scrivere il proprio capitolo di vita con una nuova e consapevole libertà.